La chiesa, completamente sventrata, è, con il suo campanile, il simbolo di Ponti.
Dal piazzale antistante, a cui si può accedere anche passando per la vecchia strada che portava al castello (oggi praticabile grazie ai lavori della PRO LOCO) si domina la vallata. In effetti non offre grande interesse dal punto di vista artistico, mentre ha molta importanza dal punto di vista storico. Si tratta dell’abside dell’antico tempio con tre altari (uno dedicato alla Beata Vergine del Rosario) uno nello sfondo di mezzo e due laterali di stile barocco, davanti ai quali si allungava la costruzione a tre navate. Pare che contenesse più di 1000 persone; il che significa che il paese ebbe notevole sviluppo e fu centro religioso di rilievo. Sembra infatti che sia stato coinvolto nelle lotte contro il paganesimo, l’arianesimo e i musulmani, come si può dedurre da un’iscrizione che era sull’architrave della porta maggiore (così testimonia il Casalis), riportava le parole “Ecclesia persecutione felicior” ( la chiesa è più felice con la persecuzione).
La costruzione è in stile barocco (periodo della restaurazione e del rinvigorimento del culto religioso, coincidente con la controriforma e con il periodo spagnolo) ma probabilmente è stata più volte restaurata e rifatta. La sua prima costruzione pare risalire ai secoli XI – XII (secondo la “Storia illustrata de i castelli italiani”, ed Centro studi storici, Genova; la chiesa fu eretta dai Del Carretto quale dipendenza del castello) come l’annesso campanile.
Secondo il Laguzzi si può stabilire una relazione tra la notizia dell’esistenza a Ponti del tempio dedicato a Diana e il sorgere della chiesa dell’Assunta, che rappresenterebbe la, sostituzione , la continuità e la tradizione di quel Tempio e di quel culto.
Il culto dell’Assunta data solamente dal IV secolo in poi ed era elevato e sentito come quello di Diana, attorno a cui si sosteneva e si stringeva tutta la vita; però la Vergine riassumeva e superava tutte le virtù e le attribuzioni della deità latina. Lo studioso rileva inoltre che la festa dell’assunta cade proprio alla metà di Agosto come quella di Diana (idi di Agosto) e inoltre che la mezzaluna, emblema della dea, compare nelle raffigurazioni dell’assunta nelle quali la Vergine appare sollevata da un grappolo di candide nubi, illuminate da uno spicchio di luna.
Nel 1911 la chiesa vecchia, essendo stata abbandonata per la costruzione della nuova, diroccò in parte. In seguito (1919- 1923) venne ricostruita ad opera di privati, abitanti della regione Chiesa Vecchia che si avvalsero dell’aiuto di tutta la popolazione pontese; purtroppo però l’opera di restauro ridusse di molto le proporzioni dell’antica parrocchiale. Durante la seconda guerra mondiale venne usata come deposito di materiale dall’ospedale della Chiappella di Genova ed in seguito venne occupata da forze naziste e repubblichine che la danneggiarono rompendone la porta e un banco di noce. In seguito al decreto del 27/06/1946 e alla domanda fatta dall’Arciprete, don Testa, per risarcimento danni, venne approvata la perizia del Genio civile di Alessandria dal Provveditorato Regionale alle opere Pubbliche per il Piemonte con decreto in data 29/01/1947, ed autorizzata l’ esecuzione dei lavori; essi peraltro, ammessa la loro attuazione, furono di scarsissimo rilievo. Prima di venire parte del Beneficio Parrocchiale, che se ne assume gli oneri, la Chiesa era appartenuta alla Compagnia del Santo Rosario che possedeva qui dei beni.
Ponti
Ponti
15010
Italia


