Per la sua forma ed alcune delle sue caratteristiche: come quella di essere affiancato all’abside della chiesa e quella di essere chiuso nei due ripiani inferiori e munito di feritoie, ebbe probabilmente origine intorno al 1000, risalendo al tempo in cui esso serviva anche a scopo di difesa, essendo usato come una torre, da cui deriva. La torre del campanile, di forma quadrangolare, è divisa in quattro ripiani, distinti l’uno dall’altro da cornicioni adorni di archettature in rilievo, con la cella campanaria e la stanza dell’orologio (che era sia meccanico che solare) rischiarate da piccole bifore, con feritoie nelle altre parti e finte bifore e trifore di efficace effetto. La rocca del campanile è sormontata da una cuspide a piramide ottagonale, di mattone rosso, che si alza in mezzo a quattro pinnacoli, dello stesso materiale; cuspide e pinnacoli terminavano con una croce.

La costruzione è di una bellezza singolare; il Monferrato era allora ricco di “maestri tagliapietre lombardi” ai quali si deve, oltre che questa costruzione, anche la cattedrale romanica di San Guido in Acqui Terme. A causa di una frana il campanile venne danneggiato tanto che si rese necessario alleggerirlo delle campane che ora sono nella torre campanaria nella chiesa dell’Assunta (in paese).

Più recentemente un fulmine squarciò la cuspide ottagonale asportandone la croce.

Difatto lassù in cima al campanile – là attorno ci volano i falchetti – Giors ha già preparato tutto ormai: legati i battagli stretti sopra la pera con una fune raccomandata ad un chiodo, riunto l’occhio in alto, messo un sacco addoppiato nell’incastro di due travi del castello: adesso anche s’è già issato su quel nido a mezz’aria, come un mozzo sulla gabbia dell’albero maestro; le gambe divaricate, un piede su d’una fune ben tesa l’altro su d’un’altra, in ciascuna mano un ciottolo impugnato, porge l’orecchio, spia in giù, attende un ordine: artigliere servente ai pezzi. E’ tutto teso e ride a bocca larga, gli occhi accesi. E’ l’ora…

La sente il borgo, la senton le cascine di là dal fiume, la senton da Spigno, da Castelletto, da Monbaldone. I paesi d’intorno, essi, hanno a quell’ora i campanili muti perchè da loro non è festa domani: la sentono di là e dicono: – Senti a Ponti; è Giors che si sfoga. Domani è festa grossa laggiù.

Augusto Monti
da “I Sanssossì”
(Il campanile di Ponti)

Indirizzo:

Ponti
15010
Italia

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